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Osteoporosi e osteopenia

Il nostro scheletro, con il passare del tempo, va incontro a delle costanti modifiche determinate dal tipo di attività fisica e dalla dieta. In particolare, passati i sessant’anni, vi è un’accelerazione del processo di assottigliamento e la struttura delle ossa tende ad “alleggerirsi” diventando sempre meno compatta e robusta. Qualora tale “alleggerimento” avvenga entro certi limiti, si parlerà di Osteopenia, mentre, se questi vengono superati, si entrerà in una situazione di malattia meglio conosciuta come Osteoporosi. Tale patologia coinvolge, a livello di popolazione italiana, una donna su tre ed un uomo su cinque ed è molto spesso silente, cioè senza sintomi dolorifici, finché non si arriva alla frattura del polso, oppure di una o più vertebre della zona lombare oppure del femore o dell’anca con un’importante riduzione dell’autonomia della persona. Risulta, quindi, fondamentale la prevenzione che potrà essere effettuata agendo principalmente su

due fattori:

1) Costruzione di ossa sane e robuste durante gli anni dell’adolescenza e loro mantenimento fino alla vecchiaia assumendo quantità opportune di Calcio e Vitamina D, a cui si deve aggiungere un’attività fisica o sportiva quotidiana, esercitata all’aperto in modo che i raggi solari possano rendere attiva tale vitamina.

2) Controllo periodico dello stato di salute delle ossa soprattutto dopo i 60 anni o con l’entrata in menopausa. Si ricorda, infine, che anche determinati farmaci, come i cortisonici, gli antiepilettici, gli ormoni tiroidei e gli immunosoppressori, se somministrati per lunghi

periodi, possono favorire l’insorgenza dell’osteoporosi, così come tutte quelle patologie che possono provocare un malassorbimento dei nutrienti come il morbo di Crohn e l’intolleranza al glutine.


Consigli utili


1. Prediligere una dieta ricca di Calcio. I cibi più ricchi di questo minerale sono i latticini, i semi di sesamo e di chia, le mandorle, i fagioli bianchi e i fichi secchi.

2. Apportare una quantità adeguata e costante di Calcio fino ai 25 anni perché è il periodo della vita umana in cui questo prezioso minerale viene maggiormente “immagazzinato” nelle ossa.

3. Praticare un’attività fisica quotidiana che stimoli le ossa ad indurirsi, in particolare il passeggio su lunghe distanze e la corsa.

4. Assumere della Vitamina D presente nell’olio di fegato di merluzzo, nel latte e suoi derivati e nelle uova.

5. Esporsi alla luce solare. Infatti la Vitamina D, attivata dai raggi ultravioletti, stimolerà ’assorbimento del Calcio a livello intestinale. È sufficiente un’esposizione per mezz’ora al giorno del nostro viso al sole!

6. Assumere cibi alcalinizzanti così da evitare stati di acidosi, che andrebbero a “consumare” il Calcio nelle ossa.

7. Assumere in menopausa dei fitoestrogeni, in particolare l’Equolo, che è in grado di ridurre la perdita di Calcio dalle ossa.